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Le allergie alimentari

Allergie alimentari: quali gli alimenti più a rischio?

Le allergie alimentari rappresentano un’importante reazione del sistema immunitario nei confronti di un’allergene alimentare, caratterizzate da sintomi clinici che possono essere estremamente variabili e che possono andare dalla comparsa di prurito al cavo orale, orticaria o, nei casi più gravi, condurre allo shock anafilattico.

Bisogna porre attenzione su alcuni alimenti, che possono essere più a rischio di reazioni allergiche: tra gli alimenti più a rischio ci sono i crostacei, il pesce e la frutta a guscio.

L’allergia alla frutta a guscio è frequente e può avere manifestazioni cliniche anche gravi, con una prevalenza variabile dallo 0.05% al 4.9%, in base all’età , anche se sembra essere in aumento in età pediatrica. In Italia l’allergia più frequente è quella alla nocciola, ma fanno parte della frutta a guscio noce, noce macadamia, noce pecan, anacardo, pistacchio, pinolo, mandorla e arachidi.

Quali possono essere i sintomi?

Le reazioni allergiche sono piuttosto eterogenee, con sintomi che variano anche in base al tempo di insorgenza della reazione: più la reazione è vicina all’ingestione dell’alimento, più la reazione tende a essere grave. I sintomi possono presentarsi singolarmente o associati tra loro e comprendono generalmente prurito al cavo orale, orticaria, angioedema, disturbi gastrointestinali, dispnea fino allo shock anafilattico.

Se si sospetta un’allergia alimentare, importante è eseguire una valutazione allergologica con esecuzione dei test allergologici.

La diagnosi di allergia alimentare si basa su test clinici di varia natura e su un’attenta analisi della storia clinica del paziente. In generale, si preferisce iniziare con test cutanei, prick test e prick by prick con alimento fresco, per poi passare al dosaggio di IgE specifiche per frutta a guscio e allergeni molecolari. Per i soggetti allergici alla frutta a guscio le limitazioni dietetiche sono molte dal momento l’allergia alimentare non è dose-dipendente e che spesso i prodotti alimentari in commercio riportano la dicitura “può contenere tracce di frutta guscio”.

Come intervenire?

In caso di reazione allergica la terapia si basa sull’utilizzo di cortisonici e antistaminici, somministrati in base al tipo di reazione. In alcuni pazienti è inoltre possibile prescrivere l’adrenalina autoinettabile, che rappresenta il farmaco di prima linea in caso di reazione grave di anafilassi.